19 gennaio 2008 – Gli ingiusti pretesti dei forti
Gennaio 19, 2008
Il lupo e l’agnello erano giunti allo stesso rivo spinti dalla sete. Il lupo stava più in alto, l’agnello molto più in basso. Ed ecco che quel brigante, eccitato dalla gola insaziabile, mise in campo il pretesto di lite. “Perché” disse, “hai reso torbida l’acqua a me che bevo?”. Replicò l’agnellino, spaventato: “Come potrei, di grazia, far ciò di cui ti lagni, lupo? L’acqua parte da te e poi scende alla mia bocca”. Sconfitto dalla forza della verità, “Sei mesi fà” disse, “hai sparlato di me”. Rispose l’agnello: “Veramente non ero ancora nato”. “Allora fu tuo padre, per Ercole, a sparlare di me”. E così lo afferra e lo sbrana, dandogli ingiusta morte. Questa favola è scritta per gli uomini che con pretesti opprimono gli innocenti.
Fedro nelle “Fabulae” I,1
Dedicato a coloro che sono vittime della prepotenza dei “falsi” forti.