“Quindi davvero voi non credete in Dio?”

“Non ne trovo motivi in natura, nè sono il solo. Strabone ci dice che i Galiziani non avevano nessuna nozione di un essere superiore. Quando i missionari dovettero parlare di Dio agli indigeni delle Indie Occidentali, ci racconta Acosta (che pure era gesuita), dovettero usare la parola spagnola Dios, non ci crederete, ma nella loro lingua non esisteva alcun termine adeguato. Se l’idea di Dio non è nota in stato di natura , deve dunque trattarsi di una invenzione umana… Ma non mi guardate come se non avessi sani principi e non fossi un fedele servitore del mio re. Un vero filosofo non chiede affatto di sovvertire l’ordine delle cose. Lo accetta. Chiede solo che gli si lasci coltivare i pensieri che consolano un animo forte. Per gli altri fortuna che ci siano i papi e vescovi a trattenere le folle dalla rivolta e dal delitto. L’ordine dello stato esige una uniformità della condotta, la religione è necessaria al popolo e il saggio deve sacrificare parte della sua indipendenza affinchè la società si mantenga ferma. Quanto a me, credo di essere un uomo probo: sono fedele agli amici, non mento, se non quando faccio una dichiarazione d’amore, amo il sapere e faccio, a quanto dicono, buoni versi. (…) “

Umberto Eco, “L’isola del giorno prima” Cap. VIII

Dedicato a coloro che non tollerano l’ateismo moderno e inscenano crociate contro gli immorali infedeli

Lascia un commento